Chiesa di San Nicola Vescovo a San Floro.
Cenni Storico-Architettonici
Anno di Fondazione: 1560 (prima edificazione).
Stile: Neoclassico (facciata e decorazioni), con impianto originale rinascimentale rimaneggiato.
Ruolo: Chiesa Matrice (divenuta tale dopo il terremoto del 1783).
Cenni Storici ed Evoluzione Architettonica
Sebbene l'aspetto attuale della chiesa risenta fortemente di interventi successivi, la sua storia è antica e legata a doppio filo con le vicende sismiche della Calabria e con la nobiltà locale.
Le Origini e i Monaci Basiliani: La fondazione del primo nucleo parrocchiale è antecedente all'edificio attuale e si deve alla presenza di monaci Basiliani fuggiti dall'Oriente. Furono loro a portare a San Floro le reliquie del Santo Martire, inizialmente custodite nella Chiesa di Santa Caterina.
La Chiesa Matrice (Dopo il 1783): L'edificio attuale di San Nicola fu eretto per la prima volta nel 1560. Tuttavia, assunse il ruolo centrale che ha oggi solo dopo il devastante terremoto del 1783. Quel sisma distrusse l'antica chiesa di Santa Caterina, costringendo la comunità a trasferire la sede parrocchiale e le preziose reliquie del Santo Patrono proprio nella chiesa di San Nicola, che sorgeva in una posizione strategica opposta al Castello Caracciolo.
Terremoti e Ristrutturazioni: La struttura ha subito diverse modifiche a causa dei frequenti terremoti che hanno colpito l'istmo di Catanzaro (in particolare nel 1638, 1783 e 1905). Questi eventi hanno reso necessari interventi di consolidamento e restauro che hanno definito l'attuale veste neoclassica della facciata e degli interni, sovrapponendosi all'impianto originale cinquecentesco.
Descrizione Esterna e Posizione
La chiesa domina l'ingresso del paese, fungendo da contrappunto visivo al tessuto storico del borgo.
Facciata: Si presenta con un elegante andamento a capanna, scandita da un ordine di lesene e cornicioni che riflettono il gusto neoclassico per la simmetria e la sobrietà. Il portale in pietra, ad arco a tutto sesto, è l'elemento focale, sormontato dall'edicola con l'effigie di San Nicola.
Campanile: Situato a sinistra e allineato alla facciata, il campanile con la sua doppia apertura e il sistema campanario non è solo funzionale, ma bilancia il volume della navata laterale sottostante.
L'Interno e il Patrimonio Artistico
L'interno riflette la stratificazione storica, combinando elementi strutturali poveri ma ingegnosi con decorazioni preziose.
Struttura delle Navate:
Navata Principale: È coperta da una volta a botte realizzata in "incannucciato" (una tecnica tradizionale antisismica e leggera, tipica del sud Italia, che usa canne intrecciate intonacate).
Navata Laterale: Più bassa, presenta una copertura piana in putrelle e tavelloni, sormontata da una struttura in legno di castagno, materiale locale resistente e durevole.
Le Statue di San Floro: La chiesa custodisce due diverse rappresentazioni del patrono, testimonianza di una devozione secolare:
La Statua del '600: Lignea, custodita nella nicchia absidale, preziosa per la sua base decorata con angeli.
La Statua "di Coccia": Un'effigie ottocentesca a figura intera, curiosamente detta “di coccia” (riferimento dialettale ai foruncoli o alle imperfezioni della pelle, forse legata a qualche evento miracoloso o caratteristica iconografica specifica).
Il Tesoro dei Caracciolo: Di inestimabile valore storico è il reliquario d'argento del XVI secolo. Donato dal Duca Caracciolo, feudatario del luogo, custodisce un osso del braccio di San Floro. Questo oggetto non è solo un bene religioso, ma un patrimonio storico che attesta il legame tra il potere feudale e la chiesa locale nella storia di questo borgo.